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Negli ultimi anni gli “assalti ai bancomat” sono tornati spesso nelle cronache: sportelli fatti esplodere, casseforti sradicate, carte compromesse, interi paesi che al mattino si svegliano senza contante disponibile.

Episodi che hanno anche una forte risonanza simbolica: il luogo fisico del denaro viene colpito nel cuore della comunità.

Nella puntata “In Prima Linea – Assalto ai bancomat” andata in onda su Antenna Sud il 6 novembre 2025 abbiamo analizzato non solo il fatto di cronaca, ma soprattutto le conseguenze concrete per voi cittadini, consumatori e imprese.(Antenna Sud)

Quando sentite parlare di assalto al bancomat, non si tratta soltanto di esplosioni e furti di cassette. Sempre più spesso si affiancano a questi i cosiddetti “attacchi tecnologici”: installazione di dispositivi per clonare le carte, applicazione di tastiere sovrapposte, manomissioni dello sportello o del software per forzare prelievi non autorizzati. Il risultato, per chi subisce, è quasi sempre lo stesso: movimenti sul conto che non si riconoscono.

La domanda che molti di voi si pongono è semplice: se il mio bancomat viene compromesso o se rilevo prelievi che non ho effettuato, chi paga il danno?
La normativa sui servizi di pagamento stabilisce, in linea generale, che il cliente deve essere protetto rispetto alle operazioni non autorizzate, e che spetta all’intermediario dimostrare di aver adottato tutte le misure di sicurezza necessarie e di aver correttamente autenticato l’operazione. Non è sufficiente dire “conoscete il PIN” o “avete la carta”: occorre provare che non vi sia stata alcuna violazione dei sistemi.

Che cosa potete fare, in concreto, davanti a un’operazione sospetta legata al bancomat?

  1. Controllare con regolarità l’estratto conto. Prima individuate un’anomalia, più efficace sarà la vostra reazione.
  2. Contestare per iscritto i movimenti non riconosciuti, in tempi rapidi e in modo dettagliato, conservando ricevute, stampe dell’estratto conto, eventuali comunicazioni della banca.
  3. Segnalare subito lo smarrimento o la compromissione della carta, chiedendo il blocco immediato dello strumento di pagamento.
  4. Richiedere alla banca la documentazione tecnica dell’operazione contestata, perché non è un “favore”: è un vostro diritto conoscere su quali basi l’intermediario ritiene l’operazione regolare.

Accanto alla tutela giuridica, resta fondamentale la prevenzione. Quando utilizzate il bancomat:

  • preferite sportelli in luoghi illuminati e videosorvegliati;
  • verificate che fessura e tastiera non presentino parti mobili o sovrapposte;
  • coprite sempre la mano mentre digitate il PIN;
  • diffidate da chi si offre “di aiutarvi” allo sportello;
  • attivate gli avvisi via SMS o app per ogni prelievo o pagamento.

Gli assalti ai bancomat, fisici o tecnologici, non sono semplici episodi di cronaca nera: hanno un impatto diretto sulla fiducia nei sistemi di pagamento e sul rapporto tra banche e clienti. Il punto non è rassegnarsi al rischio, ma conoscere i propri diritti e pretendere che siano rispettati.

Come avvocato impegnato da anni nel diritto bancario e finanziario, credo che la prima difesa passi dall’informazione corretta: per questo vi invito a non sottovalutare mai un’operazione sospetta e a documentare con cura ogni passaggio.

#AssaltoAiBancomat #DirittoBancario #SicurezzaDeiPagamenti



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