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Con una decisione di pochi giorni fa l’Arbitro per le controversie finanziarie istituto presso Consob ha condannato Intesa Sanpaolo a risarcire una pensionata della provincia di Bari che aveva acquistato attraverso Banca Apulia (ora appunto incorporata in Intesa Sanpaolo) azioni di Veneto banca, importante istituto di credito veneto che controllava la ex Banca Apulia e successivamente posta in liquidazione coatta amministrativa per le note vicende.

L’Arbitro Consob (Decisione n. 2794/2020), Presidente Barbuzzi Relatore Rispoli Farina, ha accolto le contestazioni della risparmiatrice che lamentava il mancato rispetto da parte della banca degli obblighi di informazione sulle caratteristiche delle azioni e sulla inadeguatezza dei titoli.

La decisone dell’arbitro Consob – ha dichiarato l’avv. Massimo Melpignano, che ha assistito la risparmiatrice in questa vicenda – è importante sotto due profili: da un lato accerta le responsabilità della ex banca Apulia nella vendita di titoli illiquidi e rischiosi e non adeguati al profilo della consumatrice, in questo caso pensionata. Dall’altra riconosce l’obbligo al risarcimento in capo a Banca Intesa Sanpaolo e non alla vecchia Veneto Banca, che è in liquidazione e con le casse vuote”.

Il crack di Veneto banca, stimato in svariati milioni di euro, le cui azioni arrivarono a quotare anche oltre 40 euro per poi precipitare ad un valore di zero euro, determinò l’azzeramento dei risparmi di molti cittadini solo veneti ma anche di altre regioni, come in questo caso in cui le azioni vennero vendute in modo capillare dalla ex Banca Apulia controllata appunto da Veneto banca.

Leggi il testo integrale della decisione 

 

Contatti:

080.5021132 – 370.3433036

info@studiomelpignano.it



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