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abusivismi finanziari

Per difendersi dagli abusivismi finanziari non c’è dubbio che ognuno di noi deve metterci del suo. Detto così sembra poco chiaro, ma proverò a fare degli esempi per semplificare le cose.

Prima di partire per un viaggio in macchina cosa facciamo? Controlliamo che le gomme siano a posto, che l’auto sia stata revisionata, che la manutenzione periodica sia stata effettuata. Dopo di che ci mettiamo in viaggio.

Questo non significa che non possano capitare imprevisti o guasti, ma almeno il guaio non sarà dipeso da noi. E’ accaduto perchè doveva accadere.

Fermo restando che gli imprevisti possano accadere, dobbiamo quantomeno prestare attenzione alle norme elementari visto che parliamo di soldi. L’imprevisto può sempre capitare ma almeno non ce lo saremo cercato con le nostre mani.

L’avv. Massimo Melpignano nell’ultima puntata di Finanza fai da te (guarda il video sotto l’articolo) ha parlato di un tema importante che in tanti tendono a trascurare: la sicurezza in ambito di investimenti sulle piattaforme di trading.

Sono molti i soggetti che vengono diffidati da Banca d’Italia e da Consob perché operano attraverso piattaforme di trading non autorizzate.  E’ importante saperli riconoscere, verificare prima di operare proprio per evitare di imbatterci in situazioni pericolose.

Consob detta alcune regole di protezione e sicurezza. Ecco cosa possiamo fare per la nostra sicurezza e per proteggere i nostri soldi 

Come proteggere i nostri soldi dalle piattaforme di trading abusive?

1. Buona prassi e’ accertarsi, anche facendosi aiutare, che la piattaforma o il software utilizzato siano gestiti da soggetti autorizzati e regolamentati dagli organi di vigilanza.

Una società seria e con una buona reputazione non ha motivo di nascondersi, né di non comunicare da quale autorità è stata autorizzata. D’altronde, come quando si compra un oggetto, la prima richiesta che poniamo al negoziante è “di che marca è?”. Quando navighiamo su un sito internet che propone investimenti dobbiamo chiederci: chi gestisce la piattaforma? da chi è stato autorizzato?

2. Conoscere la vera ed esatta denominazione della società che propone l’investimento è la prima cautela da adottare. Solo così possiamo verificare se la stessa sia presente negli albi dei soggetti autorizzati alla prestazione dei servizi d’investimenti dalla Consob o da altre autorità come Banca Italia.

Nei siti internet, questa informazione si trova a volte sulla stessa homepage (spesso in fondo alla pagina) ma, più di frequente, sulla pagina “chi siamo” o “contatti”. Possiamo anche trovarla nella documentazione contrattuale sotto la sezione “termini e condizioni”. Il controllo finale va sempre fatto direttamente sul sito della Consob o della Banca d’Italia. Se la società non è presente sul sito della Consob fra le imprese autorizzate (o sugli elenchi della Banca d’Italia), non bisogna assolutamente investire.

Effettuate la verifica che suggerisce Consob a questi links:

http://www.consob.it/web/area-pubblica/avvisi-ai-risparmiatori?viewid=ultime_com_tutela

https://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/albi-elenchi/

https://www.esma.europa.eu/investor-corner/warning-and-publications-investors

3. E’ molto importante, prima di investire, individuare la nazionalità di chi propone investimenti.

Anche se il sito è tutto in italiano, e anche chi vi propone e segue gli investimenti parla italiano, non è assolutamente detto che la società abbia la sede nel nostro Paese. Potreste scoprire, solo dopo aver investito, che l’impresa ha sede in qualche isola sperduta di cui neanche conoscevate l’esistenza. Potrebbe anche trattarsi si società con sedi in posti molto più vicini, come la Svizzera o il Liechtenstein, ma che non fanno parte dell’Unione Europea.

Nessuna società extra-comunitaria è oggi autorizzata a prestare servizi d’investimenti in Italia.   Ciò vuol dire che se una società svizzera, australiana, americana o di qualsiasi altro Paese extracomunitario, offre servizi d’investimento nel nostro Paese, lo sta facendo senza autorizzazione.

4. Diffidate da proposte di investimento che assicurano un rendimento molto alto e non in linea con quelli di mercato.

Alla promessa di alti rendimenti corrispondono di regola rischi molto elevati o, in alcuni casi, addirittura tentativi di truffa.

Ciò che interessa davvero alle società di trading abusive è farvi entrare nella loro “rete”.  Quando si è già clienti, infatti, e si ha dimestichezza con la piattaforma, è difficile tornare indietro e si è portati ad investire sempre nuove somme. Queste società molto frequentemente offrono bonus o incentivi vari di benvenuto. Solitamente invitano i futuri clienti solo a “provare” la piattaforma, dicendo che si possono investire anche solo piccole somme nella disponibilità di tutti.

La maggior parte dei clienti, purtroppo, si accorge troppo tardi della natura abusiva e truffaldina dei soggetti con cui ha investito. I problemi, di norma, si manifestano quando il cliente vuole uscire dall’investimento. Spesso, infatti, dopo la richiesta di rimborso, la società adduce scuse il più delle volte irragionevoli, pone in atto atteggiamenti dilatori, o afferma di aver agito correttamente.

Questi comportamenti sono sintomo che c’è qualcosa che non va e che la società o non ha intenzione o non riesce a far fronte alle richieste di disinvestimento. Ancora più gravi appaiono i casi in cui i referenti si rendono irreperibili, non rispondendo agli indirizzi mail o telefonici presenti sul sito (se presenti!).

Alle prime avvisaglie di difficoltà è buona prassi non cadere nella ulteriore trappola di versare altro denaro.

La cosa migliore da fare è contattare un esperto e farsi consigliare su cosa fare. Se sei vittima di truffe o abusivismi finanziari non esitare a contattarci segreteria@studiomelpignano.it

Il nostro team ti fornirà assistenza e ti indirizzerà al meglio per recuperare i tuoi soldi.

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