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trading online

Gli investimenti fai da te stanno prendendo sempre più piede nel nostro Paese. Con loro aumenta in modo considerevole il numero di persone che perdono grosse somme di denaro, a volte risparmi di una intera vita.

Lunedì 6 maggio, sul nostro canale Youtube, è andata in onda la prima puntata della rubrica di approfondimento dedicata alla “Finanza fai da te” (v. video sotto l’articolo), che ci accompagnerà in tutti i Lunedì di Maggio con appuntamenti in diretta.

In questa prima puntata, l’Avv. Massimo Melpignano ha spiegato le dinamiche degli investimenti online e cosa accade ai risparmiatori che si affidano a piattaforme di trading online e vedono perdere i propri investimenti.

“Fai trading a modo tuo”, “guadagna con un solo click da casa” “gestisci in autonomia i tuoi risparmi”, sono solo alcune delle “allettanti” esortazioni all’investimento “fai da te” provenienti da intermediari e piattaforme di trading oggi presenti sul mercato. Sono intermediari (molto spesso banche) che imperano in particolare sul web, ma che investono anche consistenti somme in pubblicità televisive pur di attrarre pubblico.

Scandiscono slogan che lasciano trasparire la promessa per un guadagno apparentemente sicuro.

Con un semplice click su d’accordo” o “fatto” o “esegui” o “conferma” migliaia di risparmiatori impartiscono ordini di borsa senza alcuna barriera protettiva.

Eppure con quel semplice click possono cambiare, molto spesso in peggio, la loro vita finanziaria!

E quando il danno è fatto e proviamo a protestare, cosa ci rispondono?

Chi è rimasto vittima di perdite importanti e ha provato a protestare ha certamente ricevuto risposte di questo tipo:

“Le disposizioni di compravendita sono state impartite dal cliente attraverso il servizio di Internet Banking, pertanto in piena autonomia decisionale ed operativa, e nessuna raccomandazione sulle negoziazioni è stata fornita dal personale della Banca”.

Oppure:

le raccomandazioni di carattere generale fornite sul mercato non costituiscono una consulenza personale o di investimento, e non hanno preso in considerazione alcuna circostanza personale o obiettivo di investimento personale del cliente. Tali consigli non rappresentano un’offerta di vendita o di acquisto, né uno stimolo a comprare o vendere Qualsiasi decisione del Cliente riguardante la negoziazione, l’adeguatezza o appropriatezza di un’operazione è una decisione presa in piena  autonomia dal Cliente.”

O ancora:

“Il trader non è responsabile di danni, dei costi e delle spese sopportati dal cliente” .

Se avete ricevuto risposte diverse, inviateci pere la risposta che vi ha fornito la vostra banca o la piattaforma di trading che avete utilizzato, scriveremo un libro intitolato: “Le molte formule per lavarsi le mani e lasciare il malcapitato risparmiatore solo con la propria disfatta”.

La musica però è sempre quella: “se hai perso i tuoi risparmi la colpa è tua. Ricorda che hai agito in piena autonomia”.

Ma siamo proprio sicuri che sia così?

Davvero utilizzare un canale di investimento messoci a disposizione dalla banca oppure una piattaforma di trading, esonera intermediario e gestore da ogni responsabilità?

La risposta è NO.

Cominciamo anzitutto a distinguere: quando operiamo on line possiamo utilizzare almeno due strade:

  • La prima è il canale bancario che, attraverso il servizio di internet banking o di multicanalità integrata, ci mette a disposizione alcuni strumenti (sito internet, ordini telefonici ecc.) per effettuare investimenti.
  • La seconda è l’utilizzo diretto di siti web che, dietro una semplice iscrizione, consentono di effettuare investimenti.

Queste due strade stravolgono il modo abituale di investire: uscire di casa, andare in banca, parlare con il consulente, farsi consigliare, infine investire.

Facciamo invece tutto da soli, spesso nella solitudine della nostra stanza.

Ma la circostanza che investiamo da soli non significa che la legge ci lasci soli!

L’utilizzo di internet per investire, infatti, non significa scavalcare o ignorare le regole.

In Italia le regole a protezione dei risparmiatori ci sono: sono molte e complesse, ed in pochi le conoscono.

Per darvi un’idea del grado di attenzione verso l’operatività on line, vi basti ad esempio sapere che già dal lontano 2000 (praticamente un’altra era per la storia degli investimenti on line) la Consob, cioè l’organo di vigilanza, aveva dato indicazioni certe, ribadendo che le regole relative ai servizi di investimento valgono anche quando si opera on line. E’ anzi compito di chi offre quel servizio utilizzare tutte le tecniche e le procedure idonee per rispettare la legge.

Se abbiamo subìto una perdita investendo online, prima di arrenderci ricordiamo sempre che esistono delle regole precise, che banche e piattaforme di trading devono rispettare.

Perché la legge ci protegge e noi siamo con voi per tutelarvi. Quindi, se avete subito perdite per l’uso in autonomia di piattaforme di trading online, fatecelo sapere. Controllare se sono state usate tutte le regole stabilite dalla Legge non fa mai male.

 

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