Esistono tutele per chi investe online? Esistono tutele anche per chi lo fa da casa magari usando una piattaforma di trading online? La risposta è SI!

Se ti è capitato di usare una di queste piattaforme e magari anche di aver perso molti soldi faresti bene a fare molta attenzione a questa serie di articoli, perché potresti scoprire come tutelarti da ciò che ti è accaduto.

Nella prima puntata (guardala qui) della rubrica dedicata alla finanza fai da te, trasmessa il 6 maggio sul nostro canale Youtube, l’Avv. Massimo Melpignano ha, infatti, parlato di come un risparmiatore, con un semplice click, può operare in piena autonomia in borsa sulle piattaforme di trading online o su quelle messe a disposizione dalle banche.

Ma cosa accade agli investitori quando perdono i propri soldi e si rivolgono alla propria banca nella speranza di ottenere assistenza e o una soluzione a quanto accaduto?

Chi è rimasto vittima di importanti perdite e ha provato a protestare, ha certamente ricevuto risposte negative da parte della banca.

Le Banche tendono, infatti, a scaricare ogni responsabilità su chi ha operato esimendosi da ogni colpa.

Ma sapevi che esistono delle normative che tutelano gli investitori online? Sapevi che anche se hai perso molti soldi operando online la banca era tenuta a darti determinate garanzie?

L’Avv. Melpignano ne ha parlato nella seconda puntata della nostra rubrica, andata in onda lunedì 13 maggio (v. video sotto l’articolo), mettendo in chiaro cosa fare in questi casi.

Ripetiamo spesso che le leggi non ci lasciano mai soli: bisogna conoscerle, studiarle e applicarle. Anche per gli investimenti che effettuiamo online, la tutela per i risparmiatori è massima.

Investire da casa: le piattaforme e le loro caratteristiche

La circostanza che non si vada in banca, non si stringa la mano al nostro consulente di fiducia, non si firmino fogli, non cambia i termini della questione: abbiamo dei diritti e dobbiamo esercitarli.

Tanto più in caso di perdite se queste regole non ci sono state spiegate.

I siti web e le piattaforme di trading sono ottimi canali di comunicazione per chi vuole “venderci” la possibilità di investire.

Guardiamo il fenomeno dall’altra parte, dalla parte di banche e delle piattaforme di trading. Proviamo ad esaminarne i vantaggi:

  • le piattaforme comportano costi relativamente bassi per entrare in contatto con noi;
  • di solito siti e piattaforme sono molto facili da usare, sono studiate per agevolare al massimo la possibilità di eseguire operazioni di investimento;
  • una volta entrati, man mano che si prende confidenza con la piattaforma si diventa sempre più disinvolti e si può cambiare idea anche le nostre strategie di investimento inizialmente prudenti.

Investire da casa: Le regole che ci tutelano

Cominciamo quindi a conoscere alcune regole importati. Sono regole che non tutti conoscono ma che tutelano chi opera da casa in autonomia.

  • La prima: anche se operiamo on line, nulla può accadere senza e prima che abbiamo sottoscritto un contratto. Naturalmente siamo sul web, e non in banca. Quindi il contratto potrà essere sottoscritto anche attraverso la così detta firma digitale, ma senza tale firma digitale nulla ha valore.
  • Seconda regola: Se operiamo attraverso il notro istituto di credito, con cui abbiamo anche un rapporto diciamo “fisico”, cioè usiamo il bancomat, il carnet di assegni ecc., dovremo sottoscrivere specifici contratti di internet banking o multicanalità integrata.

Li chiamano così (in modo non immediatamente comprensibile a tutti) e sono in sostanza quei contratti che ci consentono di operare investimenti in modo alternativo rispetto a quello fisico, ovvero a quello di recarci in banca e parlare e operare attraverso il nostro consulente. Se non abbiamo firmato questi contratti tutto quello che abbiamo fatto potrebbe non avere valore.

Investire da casa: Ulteriori norme che le Banche devono rispettare

Molte delle persone che ci contattano, lamentano perdite conseguenti all’operatività in prodotti altamente complessi e rischiosi, come ad esempio i derivati e i warrant.

Ebbene, nel caso in cui la banca ci consenta – lo ripeto: la banca ci consenta – di operare su questi strumenti finanziari complessi, in aggiunta ai contratti di cui abbiamo parlato nel precedente capitolo, dovranno essere firmate apposite integrazioni contrattuali dal contenuto ben specifico.

Cominciamo ad esaminarne alcune.

La prima è quella di individuare i mezzi per costituire la provvista dalla quale attingeremo per eseguire le operazioni. Insomma, dobbiamo riempire un “portafoglio”, virtuale ma con soldi veri, da cui di volta in volta attingeremo denaro per effettuare gli investimenti in derivati o in warrant di cui stiamo parlando.

E’ una norma apparentemente semplice, ma estremamente importante per la nostra tutela. Sulla base della costituzione di tale “portafoglio”, infatti, è previsto il nostro diritto ad essere prontamente avvisati, nel caso in cui le operazioni effettuate con finalità diverse da copertura, cioè gli investimenti puri, abbiano sopportato una perdita effettiva o potenziale pari o superiore al 50% della provvista di denaro che avevamo costituito.

Semplice comprendere come, nel caso questo “alert” non sia scattato, la banca o l’intermediario che ci ha fornito la piattaforma non sia esente da colpe per le nostre perdite.

Investire da casa: i costi occulti

Capita, inoltre, che qualcuno ci prenda gusto. Pensiamo al neofita che comincia a guadagnare piccole cifre con i primi investimenti e che allora comincia ad effettuare ripetute operazioni di acquisto e vendita online sullo stesso titolo o su titoli differenti.

Compra e vende, compra e vende più volte nello stesso giorno, in prospettiva “intraday” come suol dirsi, senza rendersi conto che ogni operazione sarà gravata dai costi di commissione.

Sono commissioni che si pagano sia che l’operazione sia stata negativa, quindi aggravando la perdita, sia che abbia prodotto guadagni, in questo caso riducendoli.

Ebbene, non solo il sito o la piattaforma dovranno spiegare in maniera chiara i rischi della operatività intraday, ma dovranno anche evidenziare i costi in termini di commissioni.

Nel caso non lo abbiano fatto, ovviamente ci saranno responsabilità che potranno ricadere su di loro.

Investire da casa: la profilatura

Non viene inoltre meno la regola principe di ogni investimento: la profilatura. Siti e piattaforme dovranno mettere a disposizione dei clienti questionari online o software per la definizione del loro profilo di rischio.

Sono questionari contenenti domande sulla loro situazione finanziaria, sui loro obiettivi di investimento, sulla conoscenza ed esperienza nel settore di investimento.

Visto quante norme ci tutelano? Controlliamo i nostri contratti e verifichiamo se abbiamo sottoscritto clasuole di questo tipo. Se avete dubbi e pensate di poter recuperare le vostre perdite non esitate a contattarci.

Delle molte altre clausole che ci tutelano e quindi delle altre regole che devono essere rispettate, parleremo nel prossimo appuntamento.



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