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investire online

Esistono tutele per chi investe online operando magari comodamente da casa?  Quali sono? Se ti sei perso i nostri articoli che parlano di come tutelarsi quando si usano  piattaforme di trading online o messe a disposizione dalle banche ti consigliamo di leggerli (vedi qui).

Nella terza puntata della rubrica dedicata alla finanza fai da te, trasmessa il 20 maggio sul nostro canale Youtube (guarda il video sotto l’articolo), l’Avv. Massimo Melpignano ha ripreso il tema delle norme che tutelano i risparmiatori che investono online usando queste piattaforme.

Come già spiegato nel precedente articolo, se investiamo online direttamente da casa senza rivolgerci alla nostra banca di fiducia, i termini della questione non cambiano: abbiamo dei diritti e dobbiamo esercitarli.

Investire da casa: quali regole ci tutelano?

Diverse sono le regole che tutelano chi opera da casa in autonomia. Vediamole insieme:

  • Validità della firma digitale: senza firma digitale nulla ha valore. Anche se operiamo on line e non fisicamente presso uno sportello bancario, nulla può accadere senza prima di aver sottoscritto un contratto. Non essendo in banca, il contratto potrà essere sottoscritto anche attraverso l’uso della firma digitale, ma, senza di essa, nessuna operazione finanziaria ha valore.
  • Contratti specifici per specifiche operazioni. Se operiamo attraverso il nostro istituto di credito dove usiamo il bancomat, il carnet di assegni ecc., dovremo sottoscrivere specifici contratti di internet banking o multicanalità integrata. In poche parole, sono quei contratti che ci consentono di operare investimenti in modo alternativo rispetto a quando ci rechiamo in banca ad operare. Se non sono stati firmati questi contratti, tutte le operazioni fatte potrebbero non avere valore.
  • Integrazioni contrattuali. Nel caso in cui la banca ci consenta di operare su strumenti finanziari complessi (come ad esempio i derivati e i warrant), dovranno essere firmate apposite integrazioni contrattuali dal contenuto ben specifico. Vanno inoltre individuati i mezzi per eseguire le nostre operazioni. Dovrà, ad esempio, essere costituito un “portafoglio” virtuale specifico sul quale versare un budget di danaro. Per effettuare gli investimenti in derivati o in warrant potremo attingere denaro solo ed esclusivamente da questo portafoglio.

La costituzione di questo strumento “dedicato”, il portfolio, è un passaggio estremamente importante che tanti sottovalutano. Sulla base della costituzione di tale “portafoglio”, infatti, è previsto il nostro diritto ad essere prontamente avvisati con appositi alert. Gli alert dovranno scattare nel caso in cui le operazioni di investimento effettuate abbiano sopportato una perdita effettiva o potenziale pari o superiore al 50% della provvista di denaro che avevamo costituito. Nel caso in cui questo “alert” non sia scattato, la banca o l’intermediario che ci ha fornito la piattaforma non sarà esente da colpe per le nostre perdite.

Investire online: le regole di autodifesa

Come sempre, cerchiamo di essere chiari quando vi diamo indicazioni di autodifesa affinché possiate tutelare al meglio i vostri soldi.  Vediamo pertanto insieme alcune regole che le piattaforme o gli intermediari devono rispettare.

  • Tutto ciò che autorizziamo deve risultare per iscritto. Spesso, nei contratti o nei documenti che ci fanno sottoscrivere in banca o sulle piattaforme, si potrebbe firmare una dichiarazione con la quale rifiutiamo di fornire informazioni sulla nostra competenza finanziaria. Tali informazioni sono utili per l’intermediario o alla piattaforma su cui operiamo per profilarci.

La profilazione avviene mediante la somministrazione ai clienti, di questionari contenenti domande sulla loro situazione finanziaria, sui loro obiettivi di investimento, sulla conoscenza ed esperienza nel settore di investimento.

Perciò se il cliente vuole omettere determinate informazioni, deve risultare per iscritto.

  • L’intermediario o la piattaforma messa a disposizione dalla banca, deve avere l’obbligo di comunicare eventuali inadeguatezze presenti tra le varie informazioni raccolte dal cliente. In questo caso il cliente va contattato, anche mediante alert o blocchi del sistema, al fine di risolvere eventuali incoerenze o inesattezze.
  • Il cliente deve essere posto nelle condizioni di aver ricevuto e compreso le avvertenze sull’inadeguatezza dell’operazione ordinata. Se determinate operazioni non possono essere effettuate, il cliente deve comunque ricevere un’adeguata informazione.

È vero anche che il cliente può imporre all’intermediario di voler comunque effettuare quella operazione, anche se non è adeguata. L’importante è che venga messo sempre per iscritto. Ciò che non viene sottoscritto da noi, non ci potrà essere contestato.

  • L’intermediario deve mettere periodicamente a disposizione del cliente, un elenco analitico di tutte le operazioni effettuate. Questo è un altro aspetto fondamentale che si tende solitamente a sottovalutare. Si tratta di un documento importante perché consente di monitorare gli investimenti effettuati. Poiché la rendicontazione degli investimenti è visibile sulla piattaforma solo per un arco limitato di tempo, la buona regola è sempre quella di salvare il documento, stamparlo e conservarlo.
  • La piattaforma o l’intermediario deve sempre mettere a disposizione avvertimenti o orientamenti sui rischi degli investimenti, informazioni su determinate strategie di investimento, i costi e gli oneri connessi. Solitamente si tende a trascurare questo aspetto poiché si pensa al guadagno, all’investimento in sé per sé, piuttosto che pensare ai costi che ogni singola operazione ci comporta. Costi che possono essere considerevoli e che possono interferire sulla performance dell’investimento.

Visto a quante regole dobbiamo porre attenzione?  Se avete perso i vostri soldi e pensate di non avere possibilità di recuperare, non esitate a contattarci.



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