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risparmiatori truffati
Fonte: ANSA/BARBARA PERISSI

 

I risparmi dei cittadini pugliesi sono morti, e tutti fanno finta di nulla.

Potenti e controllori di turno, a parole tutori dei cittadini, dormono oppure girano la testa dall’altra parte.

I potenti dormono mentre il popolo annega.

Da quale male incurabile è affetta la mia terra per affogare nel mare nostrum dell’indifferenza? In generale, non si chiudono solo i porti, ma anche le porte per salvare i risparmi dei cittadini. E le vite stesse dei cittadini.

Assistiamo a interventi in tempo reale, e si aprono i cordoni della borsa per salvare le banche del nord, come Banca Monte dei Paschi o Banca Carige, giusto per citare gli ultimi esempi.

Mentre invece si lasciano galleggiare nel pericolo, senza alcuna prospettiva di salvezza, le centinaia di migliaia di piccoli risparmiatori pugliesi che hanno creduto nel progetto delle banche del territorio e destinato a queste i risparmi. Spesso tutti i risparmi.

Oltre 69.000 soci della Popolare di Bari hanno acquistato circa 162 milioni di azioni della banca pagandole anche € 9,53. Oggi il valore di quelle azioni è sceso a € 2,38. Una perdita secca di valore superiore al 75% (75.03 per la precisione). E ciononostante quelle azioni non si riescono a vendere.

È andata leggermente meglio agli oltre 32.000 soci della Banca Popolare Pugliese: la loro perdita al momento è pari al 68% (68,15 per la precisione) del valore massimo di acquisto. Hanno comprato complessivamente oltre 62 milioni di azioni pagandole € 4.71. Oggi valgono solo € 1.50. Pochissimi sono interessati a comprarle a questo prezzo.

Nella classifica dei perdenti sembra quasi un privilegio aver rimesso circa il 40% (39.22), come invece accaduto ai piccoli azionisti della Banca Popolare di Puglia e Basilicata. I titoli venduti a € 5,10 valgono oggi € 3.10. “Valgono” si fa per dire, perché a questa cifra nessuno – o pochissimi, come negli altri casi – le compra. Un dramma che riguarda oltre 39.000 soci.

Oggi ne parla qualcuno in più: ma negli ultimi due anni quasi un deserto di voci.

Il problema vero, che nessun politico avrà mai il coraggio di ammettere, tanto più a ridosso delle prossime scadenze elettorali, è che la commistione di mala politica, organi di vigilanza e dirigenti in bilico tra totale incapacità e diverse gradazioni di malafede, ha buttato a mare, senza alcun barcone che possa almeno provvisoriamente tenerle a galla, migliaia di famiglie pugliesi.

Delle quali poco o nulla sembra importare.

Il punto non è, non solo perlomeno, il valore attualmente al ribasso delle azioni. Il punto vero è perché, fino a soli due anni fa, quelle stesse azioni avessero un valore pari al doppio o a più del doppio.

Valgono poco oggi o erano sopravvalutate ieri?

Con troppa facilità e disinvoltura ci si è approfittati delle lacune normative e le banche non quotate se la sono suonata e cantata in casa, fissando da sole il prezzo delle azioni (in molti, troppi casi, senza che nessun valutatore o controllore esterno verificasse che quel prezzo proposto dagli amministratori delle banche corrispondesse al reale valore, riscontrabile dal mercato).

Consob ha svolto verifiche sulla congruità dei prezzi proposti? Quale ne è stato l’esito?

La stessa Consob ha raccomandato nel 2016 alle banche popolari di portare le proprie azioni su un mercato secondario, affinché potessero essere vendute più facilmente. 

Errore enorme, visto che la situazione è peggiorata.

Prima, se le azioni non si vendevano, la colpa era della banca e del poco vivace mercato interno, dove le azioni non quotate venivano scambiate.

Ora che si è allargato lo scenario con la quotazione nel mercato secondario, la colpa è in generale del “mercato”, di quel mercato che i comuni cittadini non sanno fisicamente collocare e di cui fanno fatica a comprendere regole e logiche.

Oppure la verità è che il mercato non si fida perché quei prezzi al ribasso sono considerati troppo alti rispetto al reale valore di mercato?

Oppure, ancora, è in atto una speculazione gigantesca per azzerare il valore delle azioni e metterla in saccoccia a tante famiglie, risarcendole con poco o nulla, a vantaggio di qualche speculatore della finanza?

Governo, Parlamento, Consob, Autorità Garante: cosa pensano, dicono e fanno su questo argomento?

A qualcuno interessa veramente la sorte dei risparmi di decine di migliaia di famiglie pugliesi?

Chi può, e deve intervenire, la smetta di dormire o di far finta di dormire.

I risparmi del popolo stanno affogando con il popolo, e a nessuno interessa.



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